Modello
umanistico – esistenziale

Modello
umanistico – esistenziale
La Terapia Centrata sulla Persona – o Centrata sul Cliente, è un modello psicoterapico di approccio umanistico – esistenziale basato sulla non direttività, ovvero su una relazione paritetica dove la persona non è indirizzata sulla scelta da prendere ma guidata in base al proprio sentire.
Il terapeuta, dunque, facilita il contatto con i bisogni e con le emozioni del cliente, portandolo a scegliere ciò che è meglio per sé, soddisfacendo non più delle pulsioni ma la necessità di autorealizzarsi, dando ascolto alle proprie necessità.
Il rapporto tra terapeuta e cliente è dunque caratterizzato da un ascolto empatico e privo di giudizio, dove l’esplorazione è permessa dalla comodità di poter essere se stessi fino in fondo, potendo permettersi di abbandonare le rigidità e le difese a favore di una maggiore flessibilità e accettazione di ciò che si è.
Il tutto avviene all’interno di un contesto di fiducia e clima facilitante, determinati da condizioni che rendono possibile un’intima esplorazione e un contatto con il proprio mondo emotivo.
Tali condizioni sono la congruenza, la considerazione positiva del terapeuta e l’empatia e, se presenti nella relazione terapeutica, permettono quella che viene definita come “modificazione della personalità”.
Infatti, è dal risintonizzarsi con se stessi, unito alla capacità di ascoltare le proprie emozioni, che avviene una modifica del modo in cui ci si approccia al mondo e alle situazioni, un cambiamento nel modo di sentire e vivere gli accadimenti della vita.
La Persona al centro
In questo approccio, dunque, la persona ha un ruolo attivo e responsabile nel processo di cambiamento che la riguarda, essendo considerata come la miglior esperta di se stessa e capace di raggiungere e mantenere l’autoregolazione proprio grazie a quella forza che Rogers chiama tendenza attualizzante.
Questa è una forza innata e presente in ogni persona, una tendenza a soddisfare il proprio sviluppo personale ed esprimere il meglio di sé, proprio perché “in ogni organismo, uomo compreso, c’è un flusso costante teso alla realizzazione costruttiva delle sue possibilità intrinseche, una tendenza naturale alla crescita” (Rogers).
Gli eventi della vita o, più semplicemente, lo scambio che la persona intrattiene con il mondo esterno, possono causare un offuscamento di tale tendenza, una sua distorsione e incapacità di poterla esprimere e farla fluire; attraverso la psicoterapia, proprio come con una cappa di polvere che copre una superficie e non le permette di risplendere, si lavora per ridare luce alla propria persona, al proprio potere innato di essere ed esprimere il meglio di sé.
Essere terapeuta, nello specifico un terapeuta rogersiano, porta con sé delle caratteristiche peculiari che si riflettono nella capacità di vedere l’altro, di coglierne il suo mondo interno, di entrarci in contatto e percepirne i significati e i vissuti più reconditi per favorire l’esplorazione e, di conseguenza, il cambiamento.
ROGERS, C. (1951). La terapia centrata sul cliente, G. Martinelli Editore, Firenze.
ROGERS, C. (1961). On Becoming a Person: A Therapist’s View of Psychotherapy, London – La terapia cetrata sul cliente, G. Martinelli Editore, Firenze.
ROGERS, C.R. KINGET, M.G. (1965) Psychothérapie et relations humaines; trad. it. Psicoterapia e relazioni umane, Boringhieri, Torino, 1970.
La Persona al centro

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